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FIAT
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mwbgFIAT Automobiles mwbwS.p.A., comunemente nota come mwcaFIAT (acronimo di mwcqFabbrica Italiana Automobili Torino) è un'mwcgazienda automobilistica mwcwitaliana di proprietà di mwdaStellantis.

Il mwdgmarchio ha una lunga storia, essendo stato fondato l'11 luglio 1899 da mwdwGiovanni Agnelli presso il mweaPalazzo Bricherasio di mweqTorino come casa produttrice di automobili, per poi sviluppare la propria attività in numerosi altri settori, dando vita a quello che sarebbe diventato il più importante gruppo finanziario e industriale privato italiano del XX secolo, oltreché la prima holding del Paese e, limitatamente al settore automobilistico, la maggior casa produttrice del continente europeo e terza a livello mondiale, dopo le statunitensi mwegGM e mwewFord, per un ventennio, fino all'esplosione della crisi dell'industria automobilistica torinese iniziata alla fine degli anni ottanta.cite-ref-1[1]

Ha fatto parte fino al 2014 del mwgqGruppo Fiat, confluito insieme a mwggChrysler Group in mwgwFiat Chrysler Automobiles (FCA), che a sua volta nel 2021 è stata incorporata insieme a mwhaGroupe PSA in mwhqStellantis.

Contents

Storia
Europa
Asia
Oceania
Africa
Motori
Note

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Storia

L'azienda nacque dalla comune volontà di una dozzina di aristocratici, possidenti, imprenditori e professionisti torinesi di impiantare una fabbrica per la produzione di automobili.cite-ref-2[2]

L'idea di produrre automobili su scala industriale era venuta agli amici mwjwEmanuele Cacherano di Bricherasio e mwkaCesare Goria Gatti, già fondatori dell'mwkqAutomobile Club d'Italia che avevano precedentemente costituito e finanziato la "mwkgAccomandita Ceirano & C.", finalizzata alla costruzione della "mwkwWelleyes", un'automobile progettata dall'ingegner mwlaAristide Faccioli e costruita artigianalmente da mwlqGiovanni Battista Ceirano.cite-ref-3[3]

Visto il successo ottenuto dalla "Welleyes" alla sua presentazione, Bricherasio e Gatti proposero a un gruppo di conoscenti di acquisire le esperienze, le maestranze e la competenza della "Accomandita Ceirano & C." per trasferirle su scala industriale, come già avveniva nella fabbriche dell'Europa settentrionale.

Oltre ai due promotori, si mostrarono disposti a partecipare il conte mwowRoberto Biscaretti di Ruffia, il marchese mwpaAlfonso Ferrero de Gubernatis Ventimiglia, il banchiere e industriale della seta mwpqMichele Ceriana Mayneri, l'avvocato Carlo Racca, il possidente Lodovico Scarfiotti, l'agente di cambio Luigi Damevino e l'industriale della cera Michele Lanza. La costituenda società non era ancora stata ufficializzata che la stampa piemontese già pubblicava la notizia come certa.

«Siamo informati che sull'iniziativa dei più noti automobilisti torinesi, si è costituita una società anonima, col capitale di un milione circa, per la costruzione e il commercio degli automobili. Mandiamo a questa società, la cui opportunità sarà da tutti riconosciuta, i nostri migliori augurii, persuasi che con tale vigore di energie e potenza di capitale, non potrà a meno di dare valido impulso allo sviluppo dell'automobilismo italiano.»

(da L'Automobile del 1º luglio 1899)

Il gruppo di notabili, dopo vari incontri tenuti nel mwqacaffè di madame Burello per fissare le linee dell'accordo e dopo aver ottenuto l'appoggio finanziario del "mwqgBanco di Sconto e Sete" di Torino, si riunì a Palazzo Bricherasio per sottoscrivere l'atto di "Costituzione della Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili –Torino" redatto dal cav. dott. Ernesto Torretta, notaio patrimoniale della Real Casa: era l'11 luglio 1899.cite-ref-4[4] I soci versarono un capitale di mwrw800 000 lire in mwsa4 000 azioni e affidarono la presidenza a Ludovico Scarfiotti.

Occorre aggiungere che, il giorno precedente alla costituzione della società, Michele Lanza decise di ritirarsi, abbandonando il sodalizio FIAT. Lanza aveva già realizzato in proprio, nel 1895, una delle prime automobili italiane e, ben conoscendo le difficoltà tecniche a cui si andava incontro, riteneva inopportuno escludere Giovanni Battista Ceirano dalla società, principale esperto meccanico, per mere questioni di rango. Parte della quota azionaria destinata a Lanza venne assunta dal possidente mwsgGiovanni Agnelli, coinvolto mwswin extremis dall'amico ed ex commilitone Scarfiotti, mentre la rimanente quota azionaria venne sostenuta dal Banco di Sconto e Sete.

Durante la prima seduta, il consiglio di amministrazione della neonata mwuqFIA (Fabbrica Italiana Automobili) deliberò l'acquisto dell'"Accomandita Ceirano & C.", liquidando Ceirano con la somma di 20 000 lire, oltre ad assumerlo quale agente di vendita. La prima vettura costruita dalla FIAT fu il modello "3½ HP", copia della "Welleyes" e prodotta in otto esemplari nel corso del 1899. Sempre in quell'anno, l'azienda mutò la denominazione in mwugFIAT dietro suggerimento di Aristide Faccioli e con l'entusiastico sostegno di Cesare Goria-Gatti che, dalle colonne del giornale mwuwL'Automobile, invitava all'adozione di tale acronimo anche per il suo benaugurante significato latino (terza persona singolare del congiuntivo presente del verbo mwvafio = che sia, che divenga) circa il futuro dell'intrapresa.cite-ref-5[5] L'unico a sollevare alcune perplessità fu Emanuele Cacherano di Bricherasio, cui l'acronimo pareva richiamarsi a concetti biblico-religiosi, in contrasto con le sue convinzioni socialistecite-ref-6[6].

Le prime otto vetture furono realizzate nell'acquisita officina Ceirano, poi la produzione si trasferì nel nuovo opificio di corso Dante Alighieri, terminato a tempo di record nei primi mesi del 1900. La FIAT iniziò la costruzione del famoso stabilimento produttivo denominato mwxgLingotto nel 1916 e lo fece entrare in funzione nel 1923.

A partire dalla mwyaguerra di Libia la Fiat convertì parte della sua produzione verso la fabbricazione di armi, contribuendo con mitragliatrici ed esplosivi, oltre che con mezzi terrestri, navali e aeronautici, allo sforzo bellico dell'Italia sia nella prima che nella seconda guerra mondiale.cite-ref-7[7]

Dopo un primo periodo di difficile sviluppo, segnato da diverse ricapitalizzazioni e da modifiche nella composizione del capitale azionario (non sempre in maniera pacifica ma anche sfociate in processi clamorosi per l'epoca), la proprietà della casa automobilistica viene assunta quasi integralmente da Giovanni Agnelli, che diventerà senatore durante il fascismo e resterà a capo dell'azienda sino al termine della seconda guerra mondiale.

Dopo aver rischiato di perdere la proprietà dell'azienda per la propria compromissione con il regime fascista, Agnelli passa il comando a Vittorio Valletta, essendo morto in un incidente aereo l'unico figlio maschio, Edoardo. Valletta, uomo di qualità non comuni, si occupò di reggere per conto della famiglia Agnelli una delle poche aziende italiane non completamente inginocchiate dalla disfatta, riuscì a farla rialzare e contemporaneamente fornì l'opportuna preparazione al ruolo che appena possibile avrebbe dovuto assumere il giovane discendente "primo in linea dinastica" (definizione attribuita a mwbaIndro Montanelli).

mwbgGianni Agnelli, l'erede, divenne presidente della FIAT nel 1966 e lo rimase fino al compimento del 75º compleanno, quando le norme statutarie lo obbligarono a cedere la presidenza.

La carica venne assunta prima (1996) dall'ex amministratore delegato mwcaCesare Romiti e poi (1998) dal genovese Paolo Fresco, in arrivo dagli Stati Uniti d'America, ex vicepresidente della mwcqGeneral Electric.

La crisi del gruppo portò il fratello mwcwUmberto alla presidenza (2003)cite-ref-8[8] e dopo la morte di Umberto fu la volta (dal 2004 al 2010) di mweaLuca Cordero di Montezemolocite-ref-9[9]. L'erede designato dalla famiglia Agnelli, mwfqJohn Elkann, fu nominato vicepresidente all'età di 28 anni e altri membri della famiglia entrarono a far parte del consiglio di amministrazione. L'amministratore delegato Giuseppe Morchio, dimissionario, venne sostituito da mwfgSergio Marchionne dal 1º giugno 2004.

La gestione di Gianni Agnelli incrementò notevolmente la vocazione multinazionale e plurisettoriale dell'azienda, una vocazione che affondava le proprie radici nelle realtà industriali create dalla Fiat in tutta Europa, già nel primo ventennio del secolo. La crescita, certo aiutata anche dal cosiddetto "boom economico" degli anni sessanta, fu rilevante sia in campo nazionale sia nei mercati esteri.

Le attività e le strategie del gruppo, in origine dirette alla sola produzione industriale di autovetture (e poco dopo anche di mwgqveicoli industriali e mwggagricoli), con il passare del tempo e a causa delle mutate condizioni di mercato e del consolidato assetto di gruppo, sono andate verso una diversificazione in molti altri settori. Il gruppo ha al momento attività in una vasta gamma di settori dell'industria e nei servizi finanziari.

Si tratta del maggiore gruppo aziendale italiano, che vanta inoltre significative attività anche all'estero, dove è presente in 61 nazioni con 1 063 aziende che impiegano oltre 223 000 persone, 111 000 delle quali al di fuori dell'Italia.

Modelli pre-bellici e bellici

La prima produzione di autovetture, datata 1900, avvenne con l'utilizzo di 150 operai nello stabilimento in Corso Dante a Torino. Da lì uscirono 24 autoveicoli modello mwhgFIAT 3 ½ HP, di cui una curiosità era la mancanza della retromarcia. Nel 1903 la produzione era limitata a 103 pezzi di auto.

Al 1902 risale anche la prima affermazione della casa nelle competizioni automobilistiche, quando, con alla guida mwjqVincenzo Lancia, si aggiudica una gara locale piemontese la "Torino Sassi-mwjgSuperga".

Sempre nel primo decennio del XX secolo risalgono le prime diversificazioni della Fiat nel campo dei veicoli commerciali, dei mwkatram, degli mwkqautocarri e dei motori marini; nel frattempo si ampliò anche il numero delle persone occupate, giunte a 2 500 unità nel 1906. Nel 1908 venne messa in produzione la mwkgFiat 1 Fiacre, prima autovettura destinata alla funzione di un mwkwtaxi di cui vennero esportati numerosi esemplari nelle più importanti città come Parigi, Londra e New York.

La società iniziò anche un'attività all'estero con la fondazione nel 1908 della mwlqFiat Automobile Co negli mwlgStati Uniti e la successiva costruzione nel 1909 dello stabilimento di mwlwPoughkeepsie; fino al 1917 vi furono prodotti, soprattutto assemblando pezzi in arrivo dall'Italia, alcuni modelli, i Type 53, 54, 55 e 56 assimilabili agli equivalenti Tipo 3, 4 e 5 prodotti in Italiacite-ref-10[10]cite-ref-11[11].

Poco prima dello scoppio della mwoqprima guerra mondiale, la società torinese rinnovò totalmente la gamma di autovetture in produzione con la presentazione dei modelli mwog1, mwow2, mwpa3, mwpq4, mwpg5, mwpw6; di questi modelli va ricordata la presenza dei primi esempi di mwqabatteria e di trasmissione a mwqqcardano. Nel 1911 l'azienda si cimentò nella costruzione di un autoveicolo specifico per battere il record mondiale di velocità: a tal fine fabbricò la mwqgFiat S76 Record, un'auto da 28.353mwqw cm³ e 290 mwraCV di potenza, in grado di sfiorare i 300mwrq km/h.

Sempre prima dello scoppio della guerra l'azienda madre fondò la "Fiat lubrificanti", allargò le sue attività estere con l'apertura di una società in mwtaRussia e iniziò la produzione in serie della mwtqFiat Zero di cui costruirà circa 2 000 esemplari, forniti anche di impianto elettrico. Naturalmente la produzione civile venne quasi completamente convertita a uso bellico durante il conflitto e il modello mwtgFiat 501 venne assemblato soprattutto per il mwtwRegio Esercito.

Alla ripresa produttiva post bellica nel 1919 l'azienda torinese presentò la "Fiat 501" a uso civile, di cui riuscì a mettere sul mercato quasi 45 000 unità. Nel frattempo proseguì anche la diversificazione nel campo dei veicoli industriali e dell'accessoristica; quest'ultima rappresentata dalla fondazione della mwuqMagneti Marelli.

Nel 1920 la FIAT, con un capitale versato pari a 200 milioni di lire, occupava 25mwuw 000 operai e 2mwva 500 impiegati, costruendo oltre 100 veicoli ogni giorno, tra mwvqautovetture, mwvgautocarri e mwvwtrattrici agricole. La produzione dei suoi vari opifici, che raggiungevano la superficie coperta di 1.300.000 metri quadrati, era anche estesa alla costruzione di mwwaaeroplani e di motori per l'aviazione, per la nautica e per l'industria, oltre al mwwqmateriale ferroviario e alla realizzazione di mwwgacciai speciali.cite-ref-12[12]

I modelli in produzione negli anni '20 spaziavano dall'utilitaria mwyaFiat 509 alla lussuosa berlina mwyqFiat 519, equipaggiata di freni su tutte le 4 ruote e di volante regolabile. Un'innovazione tecnologica importante fu quella del 1928, dove la Fiat, prima al mondo, utilizzò l'mwygalluminio per la costruzione delle teste dei motori.

Dopo la visita del Senatore Agnelli agli stabilimenti della mwzaFord, fondata da mwzqHenry Ford nel 1903 negli Stati Uniti d'America, apparve evidente che l'unica via percorribile fosse quella di operare in serie, attraverso la catena di montaggio. Le prime manifestazioni del nuovo metodo di costruzione furono evidenti dopo l'inaugurazione del mwzgLingotto, modernissimo stabilimento di 153 000 mmwzw2, disposto su cinque piani e con la presenza sul tetto di una pista di prova per i nuovi modelli.

Il decennio antecedente lo scoppio della mw1gseconda guerra mondiale è caratterizzato dalla politica autarchica voluta da Mussolini che impedì uno sviluppo all'estero dell'azienda, ma che aiutò nell'espansione sul mercato interno. Fu di questo periodo l'esordio della mw1wFiat 508 Balilla, presentata nel 1932, inizialmente fornita di cambio a 3 marce e in un secondo tempo (dal 1934) con uno più moderno a 4, che segnò il nuovo record di produzione per la Fiat con oltre 110 000 esemplari. Pochi anni dopo il record fu sbriciolato con la mw2aFiat 500, conosciuta nella prima versione con il nomignolo di mw2qTopolino e che, presentata nel 1936, in un ventennio di produzione riuscì a raggiungere l'invidiabile cifra di oltre 500 000 unità.

Appena prima dello scoppio della guerra venne inaugurato anche il nuovo stabilimento di mw4aMirafiori, dove ebbe inizio la turnazione del lavoro sull'arco delle 24 ore.

Un modello che non può essere dimenticato è la mw4gFiat 6 cilindri 1500, lanciata alla fine del 1935, che si distinse per un'innovativa linea aerodinamica e filante della carrozzeria; questa nuova linea, molto accattivante, fu estesa (ovviamente in formato ridotto) dalla "Topolino" nel 1936 e dalla mw4wFiat Nuova Balilla 1100, la prima Fiat a fregiarsi del titolo di "1100", che fu immessa sul mercato nel giugno 1937. L'ultimo prodotto anteguerra - uscito nel 1938 - fu l'ammiraglia mw5aFiat 2800: per ovvie ragioni (la natura stessa della vettura e lo scoppio della seconda guerra mondiale) questo modello, che inaugurò, in casa Fiat, una nuova forma del mw5qcofano (un muso detto a spartivento) fu costruito (anche in versione "militare") in soli 621 esemplari sino al 1944.

La seconda guerra mondiale portò a una drastica riduzione della produzione di autovetture, con una conversione delle linee alla costruzione di veicoli commerciali richiesti dalle esigenze belliche. Gli impianti subirono gravissimi danni a causa dei bombardamenti e furono pressoché fermati.

La produzione Fiat del dopoguerra

La fine del conflitto mondiale lasciò un cumulo di macerie degli impianti industriali e si sommò, per l'azienda, alla morte del suo cofondatore e il conseguente passaggio della dirigenza al prof. Valletta: solo nel mw7g1948, e grazie agli aiuti stanziati dal mw7wPiano Marshall, terminarono i lavori di ricostruzione degli stabilimenti e riprese in pieno la produzione di autovetture. Già sul finire del mw8a1945, comunque, cominciarono a lasciare la fabbrica le prime autovetture: la gamma era quella dell'anteguerra (decurtata della grossa "2800" da rappresentanza) e comprendeva dunque tre modelli di base: la 500 "Topolino", la 1100 e la sei cilindri mw8q1500.

Nel 1948, alla fine di giugno, si ebbe il primo rinnovamento del dopoguerra: nacque la 500 B, che differiva dalla precedente soprattutto per una modifica al sistema di distribuzione del motore, che passò dalle "valvole laterali" alle più moderne ed efficienti "valvole in testa", con un guadagno di potenza (da 13 a 16 HP) e di velocità (da 85 a 95mw8w km/h). Praticamente inalterata apparve invece la carrozzeria. Meno di tre mesi dopo, nel settembre del 1948, uscì la prima mw9astation wagon italiana prodotta in serie: si trattava della 500 B "Giardiniera" che, sulla meccanica della 500 B appena immessa sul mercato, montava una carrozzeria molto originale (allora definita "giardiniera"), caratterizzata dalle fiancate in legno: la vetturetta offriva un'abitabilità di 4 posti "veri" più un discreto bagagliaio, sempre con una cilindrata di appena 570mw9q cm³. Contemporaneamente, anche i modelli superiori, 1100 e 1500, vennero "aggiornati" assumendo le nuove denominazioni rispettivamente di "1100 B" e di "1500 D".

Nel mw9w1949 la Topolino cambiò veste e divenne mw-a500 C. A marzo, la nuova versione venne esposta in anteprima al Salone Internazionale dell'Auto di Ginevra: la meccanica era praticamente invariata, mentre la carrozzeria abbandonò i fanali sporgenti dai parafanghi e si fece più arrotondata e moderna. La stessa modifica interessò ovviamente anche la versione "Giardiniera". La presentazione in Italia delle due versioni avvenne due mesi dopo, nel maggio 1949.

Alla mw-wFiera del Levante di mwaqaBari, nel settembre 1949, il rinnovamento riguardò la 1100 e la 1500, la cui denominazione assunse il suffisso "E": se per la 1100 il rinnovamento era opportuno e comprensibile in quanto il modello era destinato a rimanere in produzione ancora a lungo, lo stesso non si può dire per la sorella maggiore 1500, dal momento che era imminente il lancio dell'erede, la 1400, che nacque appena sei/sette mesi dopo. Comunque, tanto la 1100 E quanto la 1500 E si differenziavano dalle precedenti 1100 B e 1500 D per alcune modifiche estetiche, determinate soprattutto dalla scomparsa della ruota di scorta esterna, ora alloggiata in un apposito vano (avente anche funzioni di bagagliaio) che era accessibile dall'esterno e che venne a integrarsi nella parte posteriore della carrozzeria. Altre modifiche riguardavano i paraurti (irrobustiti) e l'adozione del comando del cambio con leva al volante, secondo l'imperante moda "americana".

Solo nel mwaqc1950 ci fu la presentazione di un modello veramente nuovo, la mwaqgFiat 1400, che mandò definitivamente in pensione la pur valida sei cilindri 1500; fu il primo modello con carrozzeria portante e fornito di serie di impianto di riscaldamento. Negli anni immediatamente successivi verranno presentati anche dei veicoli "inusuali" nella produzione dell'azienda fino ad allora: nel 1951 uscì la mwaqkFiat Campagnola, mezzo fuoristrada di derivazione della statunitense mwaqoJeep, utilizzata dall'esercito americano durante la guerra, mentre l'anno dopo (1952) fu la volta della mwaqsFiat 8V, una berlinetta sportiva a 2 posti caratterizzata dalle sospensioni a 4 ruote indipendenti, novità per l'azienda torinese. Altro traguardo importante raggiunto nel mwaqw1951 è rappresentato dalla presentazione di un mwaq0aereo, il mwaq4modello G80, primo mwaq8mwarajet costruito in Italia.

Nel campo delle utilitarie, il Salone di Bruxelles del gennaio 1952 tenne a battesimo la nuova versione mwaristation wagon della 500 C, definita "Belvedere" e caratterizzata dalla carrozzeria interamente metallica (la precedente "Giardiniera" aveva le fiancate in legno/masonite).

Il 1952 non fu un anno particolarmente ricco di novità, tuttavia, oltre alla Belvedere metallica e alla sportiva 8V, vide la luce il modello mwark1900 nelle due versioni: la berlina (quasi identica alla 1400 ma con mascherina con più cromature, mwarolunotto ampliato e interni più lussuosi) e la due porte denominata "Granluce". La nuova 1900 era caratterizzata, tecnicamente, dall'adozione di uno speciale giunto idraulico che rendeva più fluida la marcia.

Da segnalare ancora che, a fine anno, l'autocarro leggero mwarwFiat 615 venne venduto anche con motorizzazione Diesel, un piccolo propulsore di 1,9 litri alimentato a gasolio che equipaggiò, l'anno dopo, la prima autovettura Diesel della Fiat, la 1400 Diesel.

Nel mwar41953 l'occupazione negli stabilimenti raggiunse la cifra di 71 000 unità mentre nel campo della tecnica venne prodotta la prima versione della mwar8Fiat 1400 con motorizzazione mwasaDiesel, ripresa dall'autocarro leggero tipo 615. Dello stesso anno fu la commercializzazione del modello mwaseFiat 1100 nella sua nuova edizione a struttura portante denominato e conosciuto come "modello 103" e considerato un po' come l'erede della 508 Balilla. Di questo fortunato modello, destinato a recitare una parte da protagonista tra i modelli Fiat per oltre quindici anni (sarà sostituito dalla mwasiFiat 128 nel 1969), uscì anche, a fine anno, la versione "spinta" TV (Turismo Veloce) seguita, all'inizio del 1954, dalla mwasmstation-wagon (Familiare la definizione dell'epoca).

Nel mwasu1954 la Fiat non presentò grandi novità: al mwasySalone dell'automobile di Torino di primavera, a parte la mwascvettura sperimentale a Turbina (esposta più che altro per scopi pubblicitari) vennero presentate le nuove 1400/1900 nella serie contrassegnata dal suffisso "A" e caratterizzata da una carrozzeria ammodernata e da alcune piccole modifiche meccaniche.

Il mwas41955 fu caratterizzato dal ritiro dal mercato della 500 C e dalla presentazione della mwas8Fiat 600, primo modello che veramente diede inizio alla motorizzazione di massa degli italiani, che fu seguita nel mwata1956 dalla originalissima derivata mwateFiat 600 Multipla, prima "monovolume" italiana.

Il mwatm1956, Multipla a parte, vide uscire una nuova serie di 1400/1900 (tipo "B") e di 1100/103 (tipo "E") mentre il mwatq1957 fu l'anno che segnò la nascita della mwatuNuova 500 e di una nuova serie di 1100/103 con "codine" più lunghe pronunciate (definita anche come "modello '58" questa serie di 103, che seguì alla "E" del '56, venne contraddistinta ufficialmente dal suffisso "D").

Alla fine del mwatc1957 uscì anche, in sostituzione della 1100/103 TV, la meno sportiva ma più lussuosa mwatgFiat 1200 "Granluce", che, pur sostanzialmente basata sul corpo vettura della 1100/103, aveva un padiglione assai più moderno e luminoso. Le vendite della 1200 iniziarono nel mwatk1958, anno che non registrò alcuna novità di rilievo in casa Fiat.

Il decennio si chiuse, nel mwats1959, con la cessazione della produzione delle ormai superate 1400/1900, sostituite dalle modernissime ancorché "spigolose" mwatw1800/2100.

Nel mwat41961, fu ritirato dalla produzione il tipo 1200, sostituito dalla mwat81300/1500.

Modelli anni sessanta

Nell'arco di pochi anni la società cercò di coprire le varie richieste degli automobilisti spaziando dalle piccole cilindrate alle grandi berline e presentando i vari modelli con allestimenti berlina, giardinetta, mwauicoupé e mwaumspider, diventando, in quanto azienda automobilistica più grande, uno dei perni del cosiddetto "mwauqboom economico" di quegli anni.

Nel mwaus1964 venne messa in produzione un'altra autovettura destinata a un notevole successo, la mwauwFiat 850, nella sua classica versione berlina e in quelle, altrettanto di successo, mwau0coupé e mwau4mwau8spider. Nel mwava1966, stesso anno in cui ebbe luogo il passaggio di consegne tra Valletta e Gianni Agnelli, fu presentata la vettura più sportiva della gamma, la mwaveFiat Dino progettata in parte con la mwaviFerrari, che ne presentava un modello omologo.

I primi anni della nuova gestione furono caratterizzati da nuovi modelli che man mano sostituirono quelli prodotti nel primo dopoguerra, presentando nel mwavq1966 la mwavuFiat 124, che riuscì a fregiarsi del titolo di mwavyAuto dell'anno e sulla cui meccanica la mwavcPininfarina creò un modello mwavgspider molto apprezzato. Nel mwavk1967 uscì la mwavoFiat 125 e contemporaneamente l'azienda intensificò la sua presenza produttiva nel Sud Italia; inoltre acquistò parte della mwavsFerrari e la totalità della mwavwLancia. Il mwav01969 vide la presentazione della prima autovettura torinese con il motore e la trazione anteriori, la mwav4Fiat 128, anch'essa destinata a un buon successo di vendita e a fregiarsi del titolo di Auto dell'anno. Dello stesso anno fu anche la mwav8Fiat 130, ammiraglia della casa con i suoi motori V6 da 2800 e 3200mwawa cm³.

Modelli anni settanta

Gli mwawkanni settanta furono degli anni molto difficili per il mwawoGruppo Fiat, che dovette affrontare un periodo di forti difficoltà dovute sia alle frequenti agitazioni e tensioni che colpivano anche le fabbriche (spesso soggette a scioperi e occupazioni), sia alla concorrenza straniera sul mercato italiano, incrementata dal graduale abbattimento delle barriere doganali. Nonostante ciò la politica aziendale previde una continua espansione all'estero, che dopo il fallimento del matrimonio mwawsFiat-mwawwCitroën, si basava su accordi con produttori locali e sull'apertura di nuovi stabilimenti: nel mwaw01970 ebbe inizio la produzione della mwaw4Fiat 124 in mwaw8Unione Sovietica (sotto il nome di mwaxaLada 2101/2102, nota comunemente come mwaxeŽiguli) e nel corso del decennio si rafforzarono gli accordi con la mwaxijugoslava mwaxmZastava, con la mwaxqturca mwaxuTofaş, con la mwaxypolacca mwaxcFSM e nacque in mwaxgBrasile la Fiat Automóveis. Nel mwaxk1971 entrò nel gruppo il marchio mwaxoAbarth, mentre nel mwaxs1975 tutta la produzione di veicoli industriali (con i marchi mwaxwFiat Veicoli Industriali e mwax0Lancia Veicoli Speciali) fu inglobata nel neonato marchio mwax4Iveco. Nel mwax81978 l'azienda subì un radicale cambiamento di struttura con la creazione della Fiat Auto S.p.A. sotto la quale vennero raggruppate tutte le aziende del gruppo attive nel comparto mwayaautomobilistico (FIAT, mwayeLancia, mwayiAutobianchi e mwaymAbarth) con l'eccezione della mwayqFerrari, che faceva capo direttamente alla mwayuholding, scindendo le attività collaterali in nuove denominazioni sociali come mwayyFiat Ferroviaria, mwaycFiat Avio e mwaygFiat Trattori.

Per quanto concerne le automobili prodotte, gli mwayoanni settanta hanno visto l'arrivo e l'affermazione di nuovi modelli innovativi ma anche l'addio a modelli importanti, che avevano fatto la storia del marchio sia in positivo sia in negativo. Il mways1970 fu l'anno dell'aggiornamento di metà carriera per le berline medie mwayw124 e mway0125, mentre l'mway4anno successivo furono lanciate le versioni mway8coupé dell'ammiraglia mwazaFiat 130 e della compatta mwaze128 (che ricevette anche la versione sportiva mwaziRally), ma soprattutto l'utilitaria mwazm127, erede dell'ormai obsoleta mwazqFiat 850 (che rimase comunque un altro anno a listino nelle versioni mwazumwazycoupé, che nel mwazc1971 stesso ricevette un aggiornamento, e altri due anni in versione mwazgmwazkspider) e dotata di un pianale moderno con schema "tutto avanti" che garantì al modello un enorme successo, culminato nel premio mwazoAuto dell'anno 1972 e nel milione di esemplari venduti dall'esordio alla fine del mwazs1974.

Il mwaz01972 portò contemporaneamente nuovi modelli in vari segmenti di mercato, innanzitutto quello delle vetture da città, con la nuova mwaz4Fiat 126 che rileva la mwaz8500 (che rimase comunque in produzione nella versione R, abbreviazione di "Rinnovata"), quello delle berline di fascia medio-alta con la mwaaaFiat 132 (erede della vecchia mwaae125, fu la prima auto del marchio a essere in parte assemblata da robot) e quello delle autovetture sportive con la mwaairoadster mwaamFiat X1/9 (progettata e costruita da mwaaqBertone, è ricordata come la prima e unica auto del costruttore torinese a motore centrale posteriore) che rimpiazza la vecchia mwaau850 Spider. Altre novità interessarono l'intera gamma 124, oggetto di aggiornamenti estetici e motoristici, e la berlina compatta mwaay128, ma nello stesso anno uscirono dai listini due sportive: la piccola mwaac850 Coupé (sostituita dalla mwaak128 Coupé) e soprattutto la più grande mwaasDino, sportiva frutto di un accordo stipulato nel decennio precedente con la mwaawFerrari e a oggi unico esempio di mwaa0supercar a marchio FIAT.

Dopo un mwaby1973 privo di novità di sorta ma caratterizzato da una pesantissima crisi petrolifera, in cui uscirono di produzione sia la mwabc850 Spider sia la prima serie di mwabkCampagnola, nacque nel mwabo1974 la sostituta della berlina media mwabs124, la nuova mwabwFiat 131, assemblata nello mwab0stabilimento di Mirafiori con l'uso di nuove tecnologie in parte robotizzate e ricordata anche per i suoi trascorsi nei rally. Lo stesso anno vede inoltre l'esordio dell'utilitaria mwab4Fiat 133, un prodotto poco riuscito e basato sul vecchio pianale della mwab8850 inserito a metà fra la piccola mwaca126 e la più grande mwace127 venduto solo all'estero (soprattutto in mwaciSpagna e mwacmArgentina), di un restyling per la berlina medio-alta mwacq132 e l'esordio della seconda generazione del fuoristrada mwacuCampagnola.

Il mwacc1975 vede l'entrata in commercio della nuova mwacg128 3P, versione aggiornata con portellone posteriore della mwack128 Coupé, ma vede anche l'uscita dal listino della sportiva mwaco124 Coupé (che avrà un'erede solo negli mwacsanni novanta), della mwacw124 Spider nel mwac0Vecchio Continente (l'auto rimane comunque a listino in mwac4Nord America, suo principale mercato, col nome di Fiat Spider fino al mwac81981) e soprattutto della celebre mwadaNuova 500, che abbandona le linee di produzione il 1º agosto del 1975 dopo diciott'anni di carriera e quasi quattro milioni di esemplari prodotti (contando solo le berline a marchio FIAT). Nell'mwadeanno seguente, invece, esce di listino la versione berlina dell'ammiraglia mwadi130 che a causa dello scarso successo non riceve alcun'erede, arrivano degli aggiornamenti sia per la piccola mwadm126 sia per la più grande mwadq128, il furgone mwadu850T viene sostituito dalla sua evoluzione mwady900T, viene lanciata in serie limitata di soli 400 esemplari la versione stradale della mwadc131 Abarth Rally e inizia la produzione in mwadgBrasile della mwadk147, versione adattata al mercato brasiliano della mwado127 che è ricordata per essere la prima autovettura al mondo a essere alimentata sia a benzina sia a etanolo. Nel mwads1977 arrivano degli aggiornamenti sia per l'utilitaria mwadw127 (ora disponibile anche in mwad0versione sportiva e in versione furgonata, che prende il nome di mwad4Fiorino) sia per la berlina mwad8132, e abbandona il mercato la mwaea130 Coupé, unica esponente della gamma 130 ancora a listino.

Nel 1978 entrò in produzione la mwaekFiat Ritmo, erede della mwaeo128 (che non viene però rimpiazzata totalmente, dato che rimane a listino fino al mwaes1985) caratterizzata da un corpo vettura a mwaewdue volumi che si distaccava notevolmente nelle linee da tutta la produzione precedente e che aveva la caratteristica curiosa di dover essere stata messa sul mercato dei paesi anglofoni come Fiat Strada, a causa del significato del nome, che, nello mwae0slang inglese, sta a significare mwae4ciclo mestruale. Lo stesso anno vede arrivare delle novità per la berlina media mwae8131, che guadagna fra le altre novità i propulsori a gasolio (che nello stesso anno entrano anche a far parte della gamma dell'ammiraglia mwafa132) e per la roadster mwafeX1/9. Infine, nel mwafi1979 anche la mwafmCampagnola guadagna i propulsori a gasolio, di produzione mwafqSOFIM come quelli delle berline.

Per quanto riguarda i telai, negli anni settanta FIAT è interessata da un processo di rivoluzione che porta alla ribalta la trazione anteriore nel settore delle berline compatte e delle utilitarie, soluzione che nel corso degli anni diverrà sempre più diffusa nel mondo dell'automobile. Nello stesso periodo, inoltre, viene lanciata l'unica vettura con motore centrale posteriore mai prodotta da FIAT, ossia la mwafyX1/9. In ambito motoristico, invece, il costruttore torinese punta fortemente sui motori benzina di progettazione mwafcGiacosa e mwafgLampredi; i primi, i cui esponenti più celebri erano il bicilindrico della 500 e il mwafkSerie 100, vennero montati soprattutto sulle utilitarie, mentre i secondi, di cui facevano parte fra gli altri i mwafobialbero Lampredi, ebbero applicazione soprattutto nella fascia media e alta del mercato. Nella fine del decennio, inoltre, FIAT inizia a tenere in considerazione anche l'impiego di propulsori a gasolio di produzione SOFIM, soprattutto nel settore dell'alto di gamma, per contrastare l'offerta dei rivali tedeschi e francesi.

Modelli anni ottanta

Negli anni ottanta la gamma FIAT venne completamente rivisitata, accogliendo numerosi nuovi modelli che ai loro tempi hanno portato in dote delle innovazioni e delle qualità notevoli per le fasce di mercato di appartenenza. Alcuni di questi modelli sono ancora oggi presenti nella gamma del marchio torinese per via del successo avuto nel tempo. In questo periodo il gruppo torinese attraversava una fase molto positiva: le vendite dei marchi Fiat, Lancia e Autobianchi erano molto elevate e il Gruppo Fiat divenne il maggior produttore di automobili europeo e il quinto più grande al mondo. Ai marchi già citati si aggiunse poi Alfa Romeo, che fu acquistata dall'IRI nel 1986 per via della situazione disastrosa in cui versava la casa del Biscione, mentre quattro anni prima SEAT (azienda automobilistica spagnola i cui azionisti erano il governo spagnolo e FIAT, la quale deteneva una minoranza del capitale) interruppe la cooperazione con il gruppo torinese a causa di varie discussioni inerenti alla volontà del governo spagnolo di un aumento di capitale da parte del Gruppo Fiat, che rifiutò l'offerta. L'espansione globale del gruppo torinese, iniziata negli anni settanta, continuò con successo anche nel decennio successivo: FIAT abbandonò il mercato nordamericano (tradizionalmente ostico per il gruppo) nel 1982 ma continuò a investire con ottimi riscontri su altri mercati, soprattutto in Sud America (e, in particolare, in Brasile).

Per quanto riguarda i modelli prodotti, nel 1980 esordirono l'aggiornamento del 900T Panorama (che prese il nome di 900E), le 127 5 porte, Diesel (127 D, su base 147 e dotata di un innovativo propulsore da 1301mwagm cm³) e giardinetta (127 Panorama, anch'essa su base 147, sostituisce la 128 Familiare), ma soprattutto la Panda: la nuova utilitaria, posta a metà tra la 126 e la 127 nella gamma FIAT sostituiva (ove presente) la 133, che rimase sul mercato fino al 1982. Caratterizzata da una notevole abitabilità per il segmento e da una notevole robustezza, nonché da prezzi concorrenziali, questo modello sarà uno dei pilastri del marchio del Lingotto sino ai giorni nostri. L'anno seguente, invece, esordì la nuova ammiraglia FIAT, la Argenta, che in realtà era un mwagqrestyling molto profondo della 132 e fu un insuccesso commerciale, salutando i listini solo quattro anni più tardi. Nello stesso anno arrivarono dei mwagurestyling anche per la 127 e per la 131.

Nel 1982, invece, oltre al mwagwrestyling della Ritmo e alla nuova Panda Super (che inaugurò il nuovo mwag0family feeling del marchio, che metteva in evidenza le cinque barre cromate del logo FIAT), è da segnalare che le due mwag4spider X1/9 e 124 mwag8Spider uscirono dalla gamma FIAT per essere prodotte dai carrozzieri che le avevano disegnate, rispettivamente Bertone e Pininfarina. Di ben altro registro fu il mwaha1983, anno in cui esordì la nuova mwaheFiat Uno (mwahidesign di Giugiaro), degna erede della Fiat 127 (che rimase a listino fino al 1987 nelle versioni Unificata, Diesel e Panorama introdotte nello stesso anno) e che sarà poi premiata come Auto dell'anno 1984: è la prima autovettura della casa a montare uno dei motori più apprezzati della casa torinese, il mwahmFIRE 1000, prodotto dal 1985 negli stabilimenti di mwahqTermoli che è a tutt'oggi il modello FIAT che vanta, in tutte le sue varianti, il più grande numero di esemplari costruiti: sono oltre 8 000 000 le Uno prodotte dal 1983 al 2013. Lo stesso anno vide l'esordio della Regata, nuova berlina media a trazione anteriore derivata dalla Ritmo, che sostituì la 131 a trazione posteriore (quest'ultima rimase a listino con alcune modifiche fino al 1985 nella versione mwahuwagon denominata 131 Maratea), della Panda 4x4 (primo esempio di piccola vettura a motore trasversale a presentare un sistema 4WD) e di aggiornamenti per Argenta e 126. Infine è da ricordare la fine della produzione della 128, una delle vetture più significative della storia FIAT.

Il mwahc1985 fu l'anno in cui vede la luce l'ammiraglia mwahgCroma (mwahkdesign di mwahoGiorgetto Giugiaro), che sostituì la Argenta ed era frutto della collaborazione tra le aziende del gruppo e la svedese SAAB le quali, utilizzando la stessa meccanica (progetto Tipo Quattro), diedero luce contemporaneamente alle varie mwahsLancia Thema (1984-1994), mwahwAlfa Romeo 164 (mwah0design di mwah4Pininfarina, 1987-1998) e mwah8Saab 9000 (1985-1998). A differenza dell'antenata, la Croma riscosse un maggiore riscontro commerciale. Nel 1985 esordirono inoltre la Regata mwaiaWeekend (che sostituì la 131 familiare), un ulteriore aggiornamento per la Ritmo e la 126 mwaieMade by FSM. L'anno seguente invece vennero aggiornate la mwaiicitycar Panda e la berlina media Regata, e uscì dal listino il 900E Panorama. Anche il 1987 non previde grandi novità per la gamma FIAT, che perse la gamma 127 e il fuoristrada Campagnola ma vide l'esordio della 126 BIS (ultima evoluzione della 126, dotata di motore a sogliola e bagagliaio posteriore) e della Duna (versione europea delle Fiat Prêmio ed Elba brasiliane, rispettivamente le versioni tre volumi e giardinetta della Uno brasiliana), quest'ultima poco venduta perché caratterizzata da un aspetto sgraziato e da motori fiacchi.

Nel mwaik1988 esordì la mwaioFiat Tipo, che sostituì, nel campo delle berline a 2 volumi di media cilindrata, la Fiat Ritmo e venne poi eletta Auto dell'anno 1989, per la linea moderna e i contenuti innovativi (su tutti, la zincatura completa della carrozzeria e la strumentazione digitale presente su alcune versioni), mentre l'anno seguente fu caratterizzato dagli aggiornamenti dell'ammiraglia Croma, della piccola berlina Duna e soprattutto dell'utilitaria Uno, che fu profondamente ridisegnata per somigliare maggiormente alla Tipo (da cui il soprannome mwaisTipino che fu attribuito alla seconda serie dell'utilitaria italiana).

Negli anni ottanta la FIAT rinnovò la propria gamma di motorizzazioni (soprattutto a benzina) presentando alcuni motori particolarmente innovativi, su tutti i motori FIRE che furono presentati nel 1985 sotto il cofano dell'Autobianchi Y10 e tutt'oggi usati, con varie modifiche, dalle mwai0citycar FCA. Questi motori hanno sostituito gradualmente i vecchi motori della Serie 100, montati per la prima volta nella 600 del 1955, ma per avere la sostituzione completa dei motori FIRE con i Serie 100 si è dovuto attendere il 2000. Nelle fasce di mercato più alte FIAT ha fatto uso di motori di progettazione Lampredi, in particolare motori brasiliani (famiglia FIASA) e motori bialbero (noti anche come bialbero Lampredi), senza dimenticare soluzioni innovative quali il compressore volumetrico delle 131 Volumetrico Abarth e Argenta SX/VX o l'innovativo sistema mwai4Energy Saving delle Uno e Regata ES (ES sta proprio per Energy Saving), che in pratica si può considerare come un sistema start&stop mwai8ante litteram. Anche nei motori a gasolio la FIAT ha creato delle soluzioni moderne e innovative, come il propulsore da 1301mwaja cm³ della gamma 127 (e poi anche Panda e Uno, su cui fu installata anche una versione turbocompressa di questo motore), ai tempi della sua introduzione il motore Diesel di più piccola cilindrata al mondo oppure il primo propulsore 2.000 turbodiesel a iniezione diretta montato su una vettura di grande serie, che ha fatto il suo esordio nel 1988 sotto il cofano della Croma TD i.d.

Modelli anni novanta

Gli mwajkanni novanta sono caratterizzati dall'arrivo di nuovi modelli più moderni e rispettosi delle normative antinquinamento (nel 1993 fanno infatti il loro esordio le normative Euro 1, quelle Euro 2 esordirono tre anni dopo) e di sicurezza (con la creazione dell'Euro NCAP, nel 1997, che favorì in Europa la diffusione di sistemi di sicurezza come gli mwajoairbag e l'ABS). Tra i nuovi modelli ce ne furono alcuni innovativi e che segnarono l'esordio del marchio in nuovi settori di mercato, mentre altri segnarono il ritorno in fasce di mercato abbandonate in passato, così come altri modelli abbandonarono il mercato senza venire sostituiti da modelli analoghi. Gli anni novanta sancirono la volontà del Gruppo Fiat di espandersi in tutto il mondo (che vide la sua realizzazione nel progetto 178), ma questi furono anche gli anni in cui iniziò una forte crisi che si aggravò ulteriormente agli inizi del nuovo millennio, sboccando poi nella breve alleanza con General Motors e nel periodo di forti tagli alle attività del gruppo, che si focalizzò sulle attività auto-motoristiche.

Il primo nuovo prodotto lanciato nel nuovo decennio fu, nel 1990, la Fiat Tempra, una berlina media derivata dall'apprezzata Fiat Tipo e che vendette bene fino al 1997 (fuori dall'Europa restò a listino sino al 2000) per via delle sue doti di robustezza, praticità e tecnologia. L'anno successivo la novità più importante fu la mwajwFiat Cinquecento, vettura da città che sostituì alla base della gamma Fiat la vetusta 126 (non in Polonia, dove la 126 rimase in produzione fino al 2000 affiancandosi alle sue eredi) e che divenne nota anche come mwaj0mini-rally car. Nello stesso anno esordirono poi degli aggiornamenti estetici anche per Panda e Croma, entrambe ispirate dal mwaj4family feeling introdotto nel 1988 dalla Tipo.

Dopo un 1992 senza particolari novità il 1993 vide innanzitutto il completamento dell'adeguamento alle normative Euro 1 di tutta la gamma della casa del Lingotto iniziato l'anno prima, che comportò la revisione della gamma di motorizzazioni di ogni modello. Successivamente vennero aggiornate esteticamente la piccola Cinquecento, le berline medie Tipo e Tempra e l'ammiraglia Croma, ma la novità più rappresentativa dell'anno fu l'utilitaria mwakaPunto, che sostituì la Uno, caratterizzata da una linea innovativa e da contenuti raffinati che garantirono ottimi riscontri sul mercato europeo, culminati con la conquista del premio di Auto dell'anno nel 1995. Nello stesso anno infine esordì la mwakemwakiCoupé, prima automobile mwakmcoupé del marchio FIAT dai tempi della 128 mwakqCoupé (uscita di produzione nel 1980), caratterizzata da un aspetto originale e dotata di un motore da 2000mwaku cm³ benzina sia sovralimentato (turbo) sia aspirato a 4 cilindri, sostituito nella seconda serie da un 1.8 4 cilindri 16 valvole e da un 2.0 5 cilindri 20 valvole, sia sovralimentato sia aspirato. La mwakyCoupé è tuttora la FIAT più veloce mai prodotta (la sua versione Turbo 20V Limited Edition toccava quota 252mwakc km/h).

Il 1994 fu un anno caratterizzato da due novità assolute per il marchio: nel mese di giugno esordirono la versione mwalmcabriolet della Punto e il grande monovolume mwalqUlysse del 1994, che fu prodotto in collaborazione con il gruppo francese PSA (anche come Lancia Z, Peugeot 806 e Citroen Evasion) fino al 2002 nell'ambito del progetto Eurovan (progetto a sua volta parte dell'accordo tra i gruppi PSA e FIAT noto come SEVEL). L'anno seguente invece la Uno uscì di produzione ed esordì la mwaluFiat Barchetta, autovettura mwalyspider con motore 1.8 disegnata da mwalcAndreas Zapatinas, che sancì il ritorno della FIAT nel settore delle mwalgspider (dove mancava dall'uscita di produzione della X1/9 del 1982) e riscosse un buon successo perché economica e affidabile. Vi fu inoltre il lancio delle nuove mwalkFiat Bravo/Brava, compatte, caratterizzate da una linea moderna e innovativa che sostituirono la Tipo e ricevettero il premio di Auto dell'anno nel 1996. Da esse derivò poi la mwaloFiat Marea del 1996, erede della Tempra e prima FIAT con alimentazione mwalsbifuel benzina-metano. Nello stesso anno uscì di scena l'ultima ammiraglia del marchio, la Croma (che aveva subito un mwalwfacelift l'anno prima assieme alla Cinquecento) senza venire sostituita da una nuova vettura di analoghe caratteristiche.

Proprio nel 1996 fece il suo esordio in mwal4Brasile la mwal8Palio, prima vera mwamaworld-car (auto destinata ai mercati di tutto il mondo) prodotta dal marchio FIAT. Caratterizzata da linee semplici, da motori robusti e da interni spaziosi, la Palio diede vita a una serie di vetture destinate a vari segmenti di mercato: dalla Palio berlina 3 o 5 porte derivarono poi le versioni Giardinetta (Palio Weekend), berlina tre volumi (mwameSiena) e mwamipick-up (mwammStrada). Successivamente vennero prodotte dalla Palio anche la mwamqAlbea, una particolare versione della Siena dal posteriore inedito destinata al mercato europeo, e la mwamuPerla, una berlina destinata al solo mercato cinese. I veicoli derivati dal progetto 178 furono prodotti nelle fabbriche FIAT di tutto il mondo: dapprima in mwamyBrasile e poi in mwamcArgentina, mwamgVenezuela, mwamkEgitto, mwamoPolonia, mwamsTurchia, mwamwRussia, mwam0Marocco, mwam4India (in mwam8joint venture con Tata Motors), mwanaCina (in cooperazione con Nanjing Group, nella mwanejoint venture Nanjing-FIAT) e mwaniSudafrica (nella fabbrica Nissan di Rosslyn). Nel 2019 alcuni di questi veicoli sono ancora in produzione.

Nel 1997 oltre agli aggiornamenti per Panda e Punto, giunse in Europa la Fiat Palio mwanwWeekend, versione giardinetta dell'utilitaria Fiat Palio presentata in Brasile l'anno prima. In alcuni Paesi dell'Est Europa arrivò inoltre la Fiat Siena, versione a tre volumi della Palio. L'anno successivo venne lanciata la mwan0Fiat Seicento nel mwan41998, erede della Cinquecento di cui conservava il disegno generale; è stata prodotta fino al 2010 e ha subito un aggiornamento estetico nel 2005, in questa data la casa ha anche cambiato la denominazione del modello in Fiat 600 (numerica) per festeggiare i 50 anni dell'omonima antenata. Oltre alla Seicento arrivò la monovolume compatta mwan8Multipla, che riprese il nome della 600 Multipla, monovolume media con sei posti e dimensioni quasi da utilitaria, che riscosse un buon successo nonostante le linee molto particolari. Lo stesso anno vide inoltre aggiornamenti per Ulysse, Bravo e Brava. Nel 1999 venne lanciata, in occasione del centesimo anniversario del marchio (che diede un nuovo mwaoalogo ispirato a quelli passati), la mwaoeseconda serie della Punto, frutto del progetto 188. Quest'auto ha avuto grande successo, tant'è che è stata prodotta fino alla fine del 2010 in parallelo alla sua erede, la Grande Punto, ed è stata inoltre prodotta in Serbia su licenza Zastava a nome "Zastava 10" prima e poi come Fiat Punto Classic. Oltre alla nuova Punto il 1999 portò all'esordio europeo le versioni berlina della Palio, che non riscossero però il successo della versione mwaoiwagon.

Questi modelli erano caratterizzati dalla presenza di varie motorizzazioni a benzina (in particolare motori delle famiglie FIRE e Pratola Serra, anche se vi erano anche altri motori come i Serie 100 sulle mwaoqcitycar, i Lampredi e i Busso V6 sulle vetture di fascia alta e infine i motori di progettazione PSA, montati sul monovolume Ulysse) e a gasolio (motori aspirati e sovralimentati, tra cui il 1.9 td i.d. della Croma e gli innovativi motori con iniettori mwaoucommon rail 1.9 JTD prodotti dalla fine degli anni novanta). Oltre ai motori convenzionali, il marchio FIAT è stato all'avanguardia nel proporre automobili con propulsori ad alimentazione alternativa, in particolare con alimentazione a metano (Marea e soprattutto Multipla, che è nota proprio grazie alle versioni ad alimentazione alternativa) ottenuti partendo dal 1.6 Torque e realizzati in versione mwaoymonofuel (per la Multipla Blupower) e mwaocbifuel benzina-metano (per le Marea e Multipla Bipower). E infine non va sottovalutata la presenza di modelli con motore elettrico, basati sulle vetture da città del gruppo (Panda, Cinquecento e infine Seicento) e distinte dal marchio mwaogElettra. Le elettriche FIAT per via dei prezzi molto alti, della scarsa autonomia, della scarsa capillarità della rete di ricarica e dei vincoli progettuali dovuti all'impiego delle batterie (bagagliaio quasi azzerato e omologazione per soli due posti a sedere, problemi risolti solo con la Seicento Elettra del 1998) non hanno avuto un buon successo e sono state comprate perlopiù da enti pubblici.

Modelli anni 2000

Gli mwapaanni 2000 non iniziarono nel migliore dei modi per il Gruppo Fiat, che soffrì infatti di una forte crisi economica già iniziata nel mwapedecennio precedente. Il costruttore cercò poi un'alleanza con il gruppo americano mwapiGeneral Motors, la quale verrà poi sciolta cinque anni dopo con entrambi i gruppi automobilistici in forte crisi. Gli effetti di questa crisi del Gruppo Fiat e dell'alleanza con GM si ripercossero anche sul marchio principe del gruppo, il "generalista" FIAT, che era infatti colpita da un forte calo delle vendite di tutti i suoi modelli, dovuto anche all'avanzare dei concorrenti, anche e soprattutto (tra fine anni novanta e inizio anni 2000) giapponesi: basti pensare che, se nel 1982 FIAT aveva il 60% del mercato italiano, vent'anni dopo ne aveva solo il 33%, ma anche ai forti cali di vendite e di produzione in Europa e anche nel resto del mondo. Al tempo stesso, FIAT lanciò alcuni modelli prodotti su pianali GM e usò, su alcuni modelli, anche alcuni motori del costruttore americano, cui poi FIAT fece usare anche suoi pianali e alcuni suoi motori (in particolare, gli apprezzati Diesel mwapmMultijet).

Per quanto riguarda i modelli prodotti, degna di nota è la fine della produzione della sportiva mwapkmwapoCoupé (che non fu sostituita da alcun modello) e della mwapscitycar 126 per il mercato polacco, ma nello stesso anno, oltre agli aggiornamenti di mwapwPanda, mwap0Seicento, mwap4Multipla, mwap8Ulysse e mwaqaMarea, esordì il nuovo multispazio mwaqeDoblò. Questo modello, basato sul pianale della Punto di prima generazione, è stato creato per competere con i francesi Renault Kangoo, Citroen Berlingo e Peugeot Partner/Ranch, iniziatori del segmento dei multispazio. Il veicolo è ancora disponibile in mwaqiAmerica Latina ed è stato ristilizzato nel 2009, subendo le stesse modifiche effettuate sulla versione europea quattro anni prima.

Nell'autunno del 2001, esordì la mwaqqStilo, una nuova compatta creata per fare concorrenza a Peugeot 307, Volkswagen Golf e Ford Focus. L'automobile, che nel 2002 arrivò terza al premio "Auto dell'anno", non nasce in un periodo roseo per il gruppo, tant'è che, malgrado un discreto successo, costò a FIAT 2,10 miliardi di Euro di perdita, pagando anche il prezzo di impiegare una moltitudine di innovazioni elettroniche e tecnologiche che, specie nelle prime produzioni, comportarono la necessità di modifiche e migliorie da parte di FIAT per migliorarne l'affidabilità.

Nel 2002, invece, esordirono la piccola berlina Albea (su base Palio), il grande monovolume Ulysse su pianale del gruppo PSA. Nell'autunno del 2002 esordisce inoltre la Stilo Multiwagon, in sostituzione alla Marea Weekend, che venne così eliminata dai listini europei.

Il 2003 fu, invece, un anno ricco di novità: vennero infatti lanciati il mwaqsfacelift della Punto, la cosiddetta Punto "fanalona" che si adeguò al nuovo mwaqwfamily-feeling del marchio, la nuova versione della mwaq0citycar mwaq4Panda, che adottò un pianale completamente nuovo, le cinque porte e una carrozzeria da monovolume che, con i contenuti rivoluzionari per l'epoca, venne eletta Auto dell'anno nel 2004, e la monovolume mwaq8Idea, che nei listini del marchio sostituì la Palio Weekend e si presentò come la prima piccola monovolume del marchio, grazie alle dimensioni inferiori ai 4 metri, senza dimenticare gli aggiornamenti di Stilo e Barchetta.

Dopo un 2004 con poche novità (mwaryrestyling per Multipla, Seicento e Panda 4x4), il 2005 fu caratterizzato dall'arrivo di molte novità. Prima di tutto, il 2005 fu l'anno del ritorno del marchio FIAT nel segmento D, con la mwarccrossover (ibrido tra giardinetta e monovolume) Croma, realizzata sulla base GM Epsilon I già usata dalle Opel Vectra e Signum, da cui riprese poi anche alcuni propulsori; la 600, cambio di nome della Seicento che portava in dote anche dei nuovi allestimenti e dei dettagli mwargvintage; la Grande Punto, nuova utilitaria caratterizzata dalla firma dell'Italdesign di Giorgetto Giugiaro nell'estetica, e da un nuovo pianale modulare che venne poi utilizzato sino a oggi su numerosi modelli del Gruppo Fiat e anche della GM, senza dimenticare il fatto che la Grande Punto fu una delle prime utilitarie a superare i 4 metri di lunghezza: è per questo che la vecchia Punto rimase a listino; infine, esordirono la Panda Cross, una Panda 4x4 evoluta e ancora più adatta al fuoristrada, e il Sedici, il primo mwarkcrossover SUV del marchio torinese, che altro non è se non un mwarorebadging del Suzuki SX4. Nel 2005, inoltre, uscì un mwarsrestyling anche per il Doblò e la Stilo adottò, al posto del vecchio 1.6 Torque, un 1.6 della famiglia di motori Family I prodotta da General Motors e la Barchetta uscì di produzione senza avere erede diretta fino al 2016.

Nel 2006 esordì, tra le altre novità, il nuovo logo FIAT a sfondo rosso, che richiama i loghi FIAT mwar0d'antan, mentre il 2007 vide l'arrivo graduale del nuovo logo su tutte le auto, ma anche di aggiornamenti di auto già a listino e nuovi modelli: il primo fu la mwar4Bravo seconda serie, compatta dotata sin da subito dei nuovi loghi e incaricata di riscattare l'insuccesso della Stilo, che rimase in listino nella versione Multiwagon sino al 2008. Successivamente esordì la Punto Classic, una Punto seconda serie aggiornata con un mwar8maquillage per affiancarsi come alternativa più economica alla Grande Punto; il mwasarestyling della Croma, che ora adottava un frontale ispirato alla sorella minore Bravo; la Linea, una berlina 3 volumi derivata dalla Grande Punto che sostituisce la Marea e che venne venduta solo in alcuni mercati europei (tra cui non figurava l'Italia), ma soprattutto la 500, una mwasecitycar dalle linee mwasirétro ispirate all'antenata del 1957 che sostituì la 600 (in parte, dato che quest'ultima sarà disponibile fino al 2010) e che nacque dal pianale della Panda, da cui riprese anche molte motorizzazioni. L'automobile, che fu presentata il 4 luglio 2007 a cinquant'anni esatti dalla celebre Nuova 500, ricevette sin da subito un'ottima accoglienza da parte del pubblico e fu anche eletta Auto dell'anno 2008.

Sempre nel 2007 alcune sportive del marchio Fiat vennero riaccorpate nel rinato marchio Abarth, che commercializzò prima la Grande Punto Abarth, versione sportiva della Grande Punto, dotata dei nuovi motori T-Jet, e l'anno dopo anche la 500 Abarth, versione sportiva della 500.

Nel 2008, invece, esordisce il nuovo logo anche sui modelli che non ne erano dotati e anche il nuovo piccolo multispazio Qubo, dalle dimensioni inferiori ai 4 metri, mentre la Stilo Multiwagon uscì dai listini senza essere sostituita nell'immediato. Nel 2009, invece, esordirono le versioni a GPL di alcuni modelli del marchio e vennero presentate la 500C, versione decappottabile dell'amata mwasocitycar italiana, la seconda serie del Doblò, caratterizzata da linee più filanti e simili più a quelle di un monovolume che a quelle di un furgone, il mwassrestyling della Sedici e la Punto Evo, deciso mwaswrestyling della Grande Punto, che portò in dote un nuovo paraurti con fascioni in colore a contrasto, dei nuovi fari e degli interni completamente ridisegnati. Con la Punto Evo esordirono, tra l'altro, anche i nuovi motori Multiair.

Negli anni 2000 FIAT puntò, oltre che sui motori a benzina (con i celebri FIRE, i nuovi motori turbobenzina T-JET e i nuovi motori con sistema di controllo dell'apertura delle valvole Multiair) e a gasolio (motori mwas4common-rail JTD prima e Multijet poi, a 4 e 5 cilindri con svariate cilindrate), anche sui modelli ad alimentazioni alternative, in particolare il GPL (su modelli come Panda, Idea, Punto Classic e, prima ancora, Multipla) e il metano (basti pensare, ad esempio, alle Panda e Punto Natural Power, alle Multipla BluPower solo a metano e alla mwas8bifuel Natural Power, prima nota come BiPower).

Modelli anni 2010

A cavallo tra gli anni 2000 e gli mwatcanni 2010 il mercato mondiale ha sofferto una mwatgfortissima crisi economica, che si è ripercossa anche nel mercato dell'automobile e sul neonato Gruppo Fiat-Chrysler, nato nel mwatk2009 in seguito all'acquisizione del 20% del pacchetto aziendale di mwatoChrysler da parte del mwatsGruppo Fiat. Gli effetti di questa acquisizione si fecero vedere nel giro di pochi anni: tra questi, vi fu il lancio di modelli su pianali e carrozzerie americane e il ritorno, dopo 27 anni, del marchio FIAT in mwatwNordamerica nel 2010.

Nel mwat42010, infatti, oltre al mwat8maquillage della mwauaBravo (che portò in dote i nuovi mwauemotori Multiair), esordirono degli aggiornamenti anche per mwauiPunto Classic, mwaumPanda, mwauqIdea (tutte ricevettero dei nuovi specchietti, in ossequio alle nuove normative europee), ma la novità più importante fu il ritorno della FIAT in mwauuNordamerica, che avvenne grazie alla mwauycitycar mwauc500, profondamente rivista per le normative locali e dotata di nuovi motori 1.4 Multiair, sia aspirati sia sovralimentati. Tra il mwaug2010 e il mwauk2011, invece, sul mercato europeo la gamma venne fortemente ridotta, a causa dell'uscita dalla produzione di ben cinque modelli: la mwauocitycar mwaus600, i monovolume mwauwMultipla e mwau0Ulysse, la mwau4crossover mwau8Croma e l'utilitaria mwavaPunto classic. Nel mwave2011, invece, esordì il D-SUV mwaviFreemont, che sostituì nei listini Ulysse e Croma: il veicolo, basato sul mwavmDodge Journey aggiornato con una caratterizzazione estetica diversa e degli interni profondamente riprogettati, ottenne un buon successo soprattutto nei primi anni. Ma il 2011 fu anche l'anno della mwavqnuova Panda, che evolvette le linee riuscite del modello precedente nel segno dello mwavusquircle e ritornò a essere prodotta in Italia (a mwavyPomigliano d'Arco). Il vecchio modello, comunque, rimase a listino con una gamma ridotta fino alla fine dell'anno seguente sotto il nome di mwavcPanda Classic.

Nel mwavk2012, invece, esordirono aggiornamenti per la mwavoLinea (ove venduta), per la mwavsSedici e per la mwavwPunto Evo (ora ribattezzata mwav0Punto 2012, per semplicità Punto, e sostituì anche la mwav4Grande Punto), ma la novità più importante fu la mwav8500L, nuovo monovolume di segmento B che sostituì nei listini sia la mwawaFiat Idea, sia la più costosa mwaweLancia Musa. Il veicolo, realizzato su una profonda evoluzione del pianale della Grande Punto, dimostrò la volontà della FIAT di voler ampliare la mwawigamma 500 in altri segmenti, sfruttando il successo della sua mwawmbest seller. La 500L l'anno seguente arrivò anche nel Nordamerica in versione leggermente rivista. Infine, il 2012 portò all'esordio le nuove Panda 4X4 e a doppia alimentazione (benzina-GPL, Easypower, e benzina-metano, mwawqNatural Power)

Dopo un 2013 senza novità di sorta (esordio delle versioni mwawcTrekking, più avventurosa, e mwawgLiving, più lunga e capiente con anche 7 posti) della mwawk500L, il mwawo2014 vide l'uscita dai listini di mwawsBravo e mwawwSedici, che non avevano mai avuto grande riscontro commerciale, e l'esordio delle nuove mwaw0Panda e mwaw4Freemont Cross e del mwaw8Doblò mwaxarestyling, ma soprattutto del B-SUV mwaxe500X, nato dal pianale di mwaxiFIAT 500L e mwaxmJeep Renegade, che porta le linee tipiche della gamma 500 anche nel settore dei piccoli SUV, confermando l'espansione della sottomarca 500 in altre fasce di mercato. Il veicolo arrivò anche in Nordamerica l'anno dopo, dove ricevette il prestigioso riconoscimento IIHS Top Safety Pick+ 2015 per la sua sicurezza. Nel 2014 è nato, tra l'altro, il piano industriale mwaxuFCA 2014-2018 (mwaxyFCA in seguito alla totale acquisizione di mwaxcChrysler da parte della mwaxgFiat) e la gamma FIAT si divide in due parti: una gamma mwaxkrational, improntata sui prezzi più bassi rispetto alla media e alla maggiore praticità (modelli che fanno parte di questa gamma sono, ad esempio, Panda, Punto e Doblò) e la gamma mwaxoemotional, improntata su prezzi più elevati e a una maggiore ricercatezza (ad esempio, la 500 e la 500X fanno parte di questa gamma). Proprio della gamma mwaxsrational fa parte la mwaxwÆgea (mwax0Tipo al di fuori della Turchia, mwax4ove viene prodotta, Dodge Neon in Messico e negli Emirati Arabi Uniti, mwax8rebadging della versione Sedàn, cd. Tipo 4 Door), una nuova berlina di segmento C (disegnata e progettata dagli Ingegneri del Centro Stile Fiat di Torino, al termine di un faticoso lavoro triennale) svelata nel mwaya2015. La vettura, nella fabbrica di Bursa è semplicemente assemblata (meccanica e motori sono, infatti, italiani), e da lì viene distribuita e venduta in oltre 40 Paesi del mondo sostituendo nella sua versione a tre volumi la mwayeLinea, nella versione mwayihatchback (lanciata nel mwaym2016) la compatta mwayqBravo e nella versione mwayuwagon (anch'essa lanciata nel 2016) la vecchia mwayyStilo Multiwagon. Nel mese di novembre 2020, in appena quattro anni di commercializzazione, la Fiat nuova Tipo (che si era già aggiudicata il premio di "Best-buy Car of the Year in Europe" a Autobest 2016), ha raggiunto il traguardo ragguardevole e significativo di 670 000 unità prodotte e vendute in tutto il mondo; tale traguardo ha fatto della ammiraglia Fiat una mwaycworld car, essendo la Tipo la seconda vettura più globale del marchio Fiat, con il 70% delle vendite al di fuori dell'Italia. Sempre nel 2015 esordirono il primo mwaygfacelift dopo 8 anni di carriera per la mwayk500 e la mwayo124 Spider, vettura che si ispira alla mways124 Spider anni '60 e che venne realizzata sulla base della mwaywMazda MX-5. Presentata al Salone di Los Angeles, l'auto entrò in vendita l'anno seguente.

A partire dal mway42016, fatta eccezione per il mway8pick-up mwazamwazeFullback su base mwaziMitsubishi L200 (non venduto nei normali listini FIAT italiani a causa delle normative stringenti, bensì nei listini mwazmFIAT Professional) lanciato nello stesso anno, la gamma FIAT europea non vide più l'arrivo di nuovi modelli, ma solo di mwazqrestyling, allestimenti e serie speciali. Nel mwazu2016, infatti, il mwazyQubo venne ristilizzato con un nuovo frontale, una nuova coda e delle piccole modifiche agli interni, mentre l'anno dopo un mwazcrestyling più sostanzioso spettò alla mwazg500L, che si aggiornò sia all'esterno sia all'interno seguendo la mwazk500 ristilizzata nel mwazo2015 e vide l'arrivo delle nuove versioni Cross (che sostituì l'omologa Trekking) e Wagon (che sostituì l'omologa Living). Sempre nel mwazs2016 arrivò un mwazwmaquillage per la mwaz0Panda e l'anno dopo esordì la Panda City Cross, che abbina a un'estetica simile alla Panda Cross la trazione solo anteriore. Per il resto, la gamma vide l'arrivo di serie speciali (ad esempio, le varie 500 Anniversario, Pandazzurri, ecc.) e allestimenti particolari come le 500, 500L e 500X Mirror (nel 2017, con Uconnect 7) e le 500X, Tipo e 124 Spider S-Design (tra il mwaz42017 e il mwaz82018, con estetica sportiveggiante). Nell'agosto mwa0a2018, invece, la mwa0ePunto uscì di produzione senza alcun'erede diretta e nello stesso anno la mwa0i500X subì un mwa0mfacelift con il quale esordiranno i nuovi mwa0qmotori FireFly, mentre l'anno successivo cessano le produzioni sia del mwa0upick-up mwa0yFullback e sia della sportiva mwa0c124 Spider: entrambi i veicoli erano poco venduti (il primo per via di uno scarso successo, il secondo perché appartenente a una nicchia molto ristretta) e penalizzati dalle normative antinquinamento sempre più severe. Inoltre, cessa la produzione della 500 negli USA.

Nei primi anni 2010 FIAT si è impegnata molto sia dal punto dei motori a benzina (con le evoluzioni dei sempreverdi mwa0kmotori FIRE, gli innovativi mwa0oTwinair e mwa0sMultiair) e a gasolio (mwa0wmotori Multijet), ma non ha rinnegato i suoi investimenti nelle auto bi-fuel, sia a GPL (Easypower), che a metano (mwa00Natural Power). Dalla metà degli mwa04anni 2010 FIAT, a causa delle sempre più stringenti norme antinquinamento, rivide le sue politiche, eliminando i Diesel dalle vetture di fascia più bassa e puntando al contempo sia sulla riduzione dell'offerta a gasolio sia sui nuovi motori a benzina svelati in mwa08Brasile nel mwa1a2016: i mwa1eFireFly, che sostituiranno in un solo colpo i mwa1iFIRE (anche T-Jet), i mwa1mTwinair e anche i mwa1qMultiair meno potenti (derivati a loro volta dal FIRE da 1,4 litri). FIAT, poi, aprì anche all'elettrificazione dichiarando di voler montare, per sostituire il Diesel, impianti mwa1umild hybrid da 48V sulle sue auto di piccola taglia e confermando l'impegno nei carburanti alternativi grazie anche al biometano derivato dalla depurazione delle acque reflue. Nel piano industriale del mwa1y2018, infine, FIAT ha dichiarato di voler produrre alcuni modelli della gamma 500 in versioni a zero emissioni e di voler abbandonare i propulsori a gasolio a partire dal mwa1c2021. Quest'ultima dichiarazione è stata poi smentita in un incontro tra mwa1gFCA e i sindacati avvenuto il 29 novembre 2018cite-ref-13[13]. L'impegno del marchio per l'elettrificazione è stato confermato al mwa10Salone dell'automobile di Ginevra del mwa142019 con l'innovativo mwa18concept mwa2aCentoventi e con l'annuncio dell'esordio della nuova 500 elettrica al Salone di Ginevra dell'mwa2eanno seguente.

Modelli anni 2020

Gli mwa2oanni 2020 della FIAT e dell'intero gruppo FCA sono caratterizzati da un processo di elettrificazione della gamma prodotti che prevede un ampio portafoglio di veicoli elettrificati (ibridi di vario genere ed elettrici puri) da lanciare entro il 2022 come stabilito dal piano industriale lanciato quattro anni prima. Il processo di elettrificazione è dovuto al fatto che tutti i costruttori automobilistici che vendono in Europa sono tenuti a vendere automobili secondo un limite massimo di emissioni di COmwa2s2 che nel corso degli anni diventa via via più stringente.

Le prime automobili a far parte del processo di elettrificazione FIAT sono le versioni ibride della 500 e della Panda, entrambe presentate all'inizio del mese di gennaio 2020 per entrare in commercio nel mese successivo. Dotate di un propulsore 1.0 mwa20FireFly da 70 CV (all'esordio europeo) abbinato a un sistema mwa24mild hybrid da 12V con sistema BSG e batteria da 11 Ah (che fornisce altri 5 CV di potenza)cite-ref-14[14], il tutto gestito da cambio manuale a sei rapporti, le due mwa3mcitycar in versione Hybrid sono le prime automobili ibride prodotte in serie dal marchio torinese, che il 4 marzo dello stesso anno svela a Milano, in seguito all'annullamento del mwa3qSalone di Ginevra causa mwa3uCOVID-19, la nuova generazione di 500, disponibile solo in versione a batterie, che diventa la prima elettrica globale Fiat (la precedente generazione di 500e era destinata solo agli USA e le citycar elettriche degli anni novanta erano una sorta di prototipi venduti in scarse quantità). Nel corso dell'anno viene poi completata la gamma della mwa3y500 elettrica con l'introduzione della versione chiusa e dell'inedita versione 3+1 (dotata di una porticina a vento posteriore), viene lanciato un aggiornamento significativo per la mwa3cPanda ed esordisce il restyling della mwa3gTipo con un'inedita versione Cross dall'aspetto da fuoristrada. Infine, nel 2020 la gamma perde i multispazio mwa3kQubo e mwa3oDoblò, che rimangono comunque in vendita come veicoli mwa3sFiat Professional.

Il mwa302022, invece, vede l'ampliamento della gamma elettrificata del marchio torinese con il lancio delle mwa34Tipo e mwa38500X Hybrid (quest'ultima tra l'altro oggetto di un leggero aggiornamento estetico), dotate di un 1.5 mwa4aFireFly ibrido da 130 CV in grado di percorrere alcuni metri in elettrico, e del multispazio mwa4eE-Ulysse, versione passeggeri e a sola alimentazione elettrica dello mwa4iScudo lanciato l'anno prima sotto le insegne della mwa4mFiat Professional. Questo prodotto può essere considerato il primo frutto del nuovo gruppo mwa4qStellantis, nato dall'alleanza mwa4uFCA-mwa4yPSA proprio all'inizio del mwa4c2021.

Negli anni 2020 FIAT ha provveduto ad aggiornare la gamma di motorizzazioni tradizionali e ha impresso una forte svolta per quanto riguarda l'elettrificazione dei propri prodotti a causa delle normative europee sempre più stringenti. Per quanto riguarda le alimentazioni tradizionali, FIAT ha rinnovato completamente la gamma di motori a benzina, pensionando i vetusti FIRE (risalenti agli anni ottanta dello scorso secolo) e le loro derivazioni per lasciare spazio agli inediti motori Firefly; contemporaneamente, i propulsori a gasolio Multijet sono stati affinati per rispettare le norme antinquinamento di ultima generazione adottando sistemi di abbattimento delle emissioni come l'iniezione di mwa4kAdBlue. Nel campo delle alimentazioni alternative, invece, è degno di nota l'abbandono del mwa4oGPL, iniziato nel mwa4s2018 con la fine della produzione delle versioni specifiche di Punto, 500L, 500X e Tipo e conclusosi due anni dopo con la fine della produzione del mwa4w1.2 FIRE 8V, unico motore trasformato da FIAT per il GPL rimasto in commercio; d'altro canto, FIAT ha deciso di puntare con forza sull'ibrido, soprattutto di tipo mwa40mild-hybrid, e sull'elettrico puro, con la mwa44500 elettrica che funge da apripista di una nuova famiglia di vetture elettrichecite-ref-15[15].

Investimenti extraeuropei

La Fiat, da molti anni ormai, si è impegnata molto fuori dalle mura italiane e anche al di là dei confini europei, ma ha trovato mercati e "gusti" molto differenti da quelli italiani. I primi esempi di fabbricazione in grande serie di autovetture all'estero da parte dell'azienda torinese risalgono agli mwa5uanni ottanta, quando iniziò negli stabilimenti mwa5ybrasiliani la fabbricazione di una mwa5cberlina piccola che ebbe uno scarsissimo successo di vendite rivelandosi un vero insuccesso sul mercato mwa5gitaliano una volta importata, la mwa5kDuna. Nel Sudamerica invece il successo non le mancò e da quella autovettura nacque il progetto successivo, quello della mwa5oPalio, un'utilitaria considerabile come una seconda erede della Uno, oltre che della Duna, che fu anch'essa importata in Italia (e venduta solo nelle prime due serie fino al mwa5s2003) con un successo migliore rispetto alla precedente, soprattutto nella versione mwa5wfamiliare mwa50Weekend.

Progetto 178

Il "progetto 178" comprende una serie di vetture della stessa famiglia pressoché identiche e differenziate prevalentemente dal mercato in cui venivano distribuite. Oltre alla Palio, capostipite della famiglia che ha fatto il suo esordio in Brasile nel 1996, questa famiglia comprende anche le berline a 3 volumi mwa6aFiat Siena (mwa6e1997, venduta soprattutto sul suolo sudamericano) e mwa6iFiat Albea (mwa6m2002. destinata soprattutto al mercato dell'Est Europa).

Fanno parte del progetto 178 anche il mwa6uFiat Strada, un mwa6ymwa6cpick-up compatto lanciato nel 1999 e derivato dalla Palio (di cui ha seguito le evoluzioni), importato e venduto anche in mwa6gEuropa con discreto successo (anche perché era l'unico mwa6kpick-up compatto venduto in Europa), e la mwa6oFiat Perla, aggiuntasi nel mwa6s2006 per il mercato mwa6wcinese. La Perla però non ha riscontrato il successo sperato ed è stata tolta di produzione nel 2008, con le linee di montaggio che sono state vendute alla cinese mwa60Zotye.

Autocarri

Fra i tanti autocarri prodotti dalla FIAT si può menzionare il famoso mwa7e682 e i suoi derivati (il 690, il 687, il 650, il 643, il 691, il 662, il 697, il 642, il 645, il 693 e il 684), chiamato "Re d'Africa", lanciato nel mwa7i1952, dotato di una proverbiale affidabilità e robustezza, principale concorrente dell'mwa7mOM Titano. Altro mwa7qautocarro importante fu il mwa7u619, fratello del 682, poi vennero i FIAT 697 e gli ultimi 170. Vennero prodotti anche il FIAT 130 in sostituzione del "Re d'Africa" e del 619.

Nel mwa7o1968 FIAT V.I. ristrutturò le sue fabbricazioni nel mondo con una standardizzazione dei modelli. La gamma OM venne integrata, la mwa7sUNIC francese abbandonò i musoni e montò solo cabine e motori FIAT, in tutte le altre fabbriche (Argentina, Nigeria, Turchia) la produzione degli autocarri FIAT è simile a quella dei modelli italiani.

Nel 1975, sotto l'egida di FIAT V.I., venne creata mwa70IVECO, raggruppamento di FIAT V.I., mwa74OM, mwa78UNIC-FIAT, e mwa8aMagirus-Deutz. In un primo tempo vennero commercializzati i vecchi modelli con l'aggiunta del marchio mwa8eIVECO, dopodiché furono sostituiti dai nuovi modelli progettati dall'IVECO stessa, i mwa8iTurboStar e mwa8mTurboTech fino ai nuovissimi EuroCargo, Stralis e Trakker. IVECO è il secondo costruttore europeo di mezzi pesanti che comprende anche i marchi mwa8qAstra e mwa8uSIVI. Derivato dal 619, dal mwa8yZeta e dal 130 sono gli mwa8cIVECO Zeta e mwa8gIVECO 619.

Derivato dal 170 è l'IVECO 220.

I loghi FIAT

Il mwa80logo FIAT introdotto nel 1968 ha subito diverse modifiche nel corso degli anni:

• sui frontali era di colore nero fino al 1982;
• venne adottato come simbolo ufficiale nella colorazione nera fino al 1984 e in blu dallo stesso anno fino al 2004;
• nella parte posteriore in nero fino al 1985 e di colore blu dallo stesso anno fino al 2003.

Dal settembre 1982 sul frontale vennero introdotte i caratteristici listelli cromati, rimpiccioliti nel 1988 e dal 1991 ridimensionati ulteriormente e dotati di un fondo blu della stessa dimensione e inclinazione dei listelli stessi. Dal 1999 al 2003 il vecchio logo veniva posizionato solo sul retro delle automobili mentre nella parte anteriore fece la comparsa un nuovo marchio, che richiamava nella forma quello del 1925 e che fece la sua comparsa su tutti i modelli (la prima fu la nuova mwa-qPuntocite-ref-16[16]) eccetto la Panda, che mantenne ancora il medesimo frontale. Quest'ultimo logo esordì in occasione dei 100 anni della Casa torinese e fu annunciato come un "logo di transizione". I nuovi modelli, a partire dalla mwa-kseconda generazione della Panda, adottarono il nuovo simbolo in maniera definitiva.

Il 26 ottobre 2006 la dirigenza decise di rinnovare il logo, utilizzandolo per la prima volta nel 2007 con l'esordio della nuova mwa-sFiat Bravo; la nuova versione, realizzata da Robilant & Associati, richiama i marchi utilizzati dal 1931 al 1968. La scritta FIAT, di color argento e allungata alle estremità, appare su uno sfondo rosso porpora, il tutto circondato da una cornice cromata con un effetto tridimensionale.cite-ref-17[17] Il passaggio dal vecchio al nuovo logo avvenne gradualmente: alcuni modelli lo adottarono già nel 2007, altri solo l'anno successivo.

A partire dal 2015, sulla maggior parte dei nuovi modelli brasiliani e, più in generale, sudamericani (come l'utilitaria Argo e il pick-up Toro), fece la sua comparsa nei posteriori delle vetture il semplice mwbcmtipogramma FIAT, che mantenne comunque i caratteri utilizzati nel logo aziendale. Tale logo è stato utilizzato per la prima volta nel 2019 con il prototipo mwbcqCentoventi: ciò ha aperto alla possibilità di una sua implementazione anche sui modelli europei (com'è poi avvenuto con la mwbcu500e, presentata nel 2020). Il logo FIAT, introdotto a fine 2006, continuò a comparire comunque sui frontali delle vetture FIAT commercializzate in quei mercati.

Dalla fine del 2013, inoltre, su alcune serie speciali della mwbcccitycar 500 come la 1957 Edition, la Anniversario e la Spiaggina '58, il logo classico ha lasciato il posto a versioni riviste dei loghi usati dagli anni trenta agli anni sessanta, inglobati in un cerchio di dimensioni identiche alla già citata versione classica.

Produzione e vendite

Produzione e gamma corrente

Europa

Il mercato europeo rimane il primo mercato del marchio. Nel 2023 il marchio FIAT ha venduto 373.249 veicoli di cui 173.187 mwbfc500 e 124.796 mwbfgPanda.cite-ref-18[18]

Gamma europea

• mwbgaTopolino, quadriciclo elettrico guidabile già dai 14 anni;
• mwbgiGrande Panda, in versione benzina, ibrida ed elettrica;
• mwbgqNuova 500 in versione mild hybrid ed elettrica;
• mwbgy500 (mwbgc2007), disponibile in versione mild hybrid;
• mwbgk600 in versione benzina, hybrid ed elettrica, sostituisce la 500X;
• mwbgsTipo (disponibile anche a 3 volumi);
• mwbg0Doblò, derivato da altri modelli mwbg4Stellantis;
• mwbhaE-Ulysse, in sola versione elettrica derivato da altri modelli mwbheStellantis.

Percorsi stilistici delle vetture europee

Se fino a metà degli anni duemila lo stile delle vetture europee (ma non solo) era affidato a mwbhqcentri di progettazione esterni (mwbhuItaldesign Giugiaro per mwbhyGrande Punto e mwbhcIdea, o mwbhgBertone per la mwbhkPanda del 2003) i modelli successivi sono concepiti e pensati nel mwbhocentro stile interno diretto da Klaus Busse.

Sudamerica

In mwbiiBrasile FCA possiede una filiale che produce modelli e motori specifici commercializzati esclusivamente in America Latina. Dal 2003 è mwbimleader del mercato. Con la produzione nell'impianto di mwbiqBetim nel mwbiuMinas Gerais, e in quello di mwbiyGoiana nel mwbicPernambuco, offre attualmente la seguente gamma:

• mwbioFiat Mobi, il modello d'ingresso della gamma, appartiene al segmento delle citycar;
• mwbiwFiat Argo, utilitaria che sostituisce in gamma la mwbi0Palio;
• mwbi8Fiat Cronos, versione berlina della Argo dotata di alcuni elementi estetici e meccanici specifici;
• mwbjeFiat Pulse, un piccolo mwbjiSUV;
• mwbjqFiat Fastback, un suv-coupé di medie dimensioni;
• il mwbjyFiat Strada, pick-up di piccole dimensioni totalmente rinnovato nel mwbjc2020;
• il mwbjkFiat Toro, pick-up di medie dimensioni prodotto su mwbjopianale Small;
• il Fiat Titano, pick-up di grandi dimensioni prodotto su pianale del mwbj0gruppo PSA;
• la prima generazione del mwbj8Fiat Doblò, nella fattispecie il modello ristilizzato;
• il mwbkeFiat Fiorino, prodotto dal mwbki2014 sulla base della Uno sudamericana;
• il mwbkqFiat Ducato, basato sulla versione pre-restyling del modello venduto in Europa dal mwbku2006.

Fiat è presente con un sito di produzione anche in mwbkcArgentina, dove stabilì la prima fabbrica in America Latina. Nel mwbkg1996 è stata inaugurata una nuova fabbrica nella città di mwbkkFerreyra, vicino a mwbkoCórdoba, dove viene prodotta, fra le altre, la berlina mwbksCronos.

La gamma brasiliana, talvolta non completa e spesso integrata con alcuni modelli europei non venduti in Brasile, è offerta anche negli altri principali mercati sudamericani, tra i quali mwbk0Colombia, mwbk4Perù, mwbk8Uruguay e mwblaCile. Inoltre, su alcuni mercati i pick-up Strada e Toro vengono venduti con il marchio mwbleRAM rispettivamente come RAM 700cite-ref-19[19] e RAM 1000cite-ref-20[20].

Nordamerica e America centrale

Sfruttando i rivenditori del mwblwpartner mwbl0Chrysler, la Fiat è rientrata nel 2010 nel mercato nordamericano con la mwbl4Fiat 500, prodotta in versione specifica nello stabilimento mwbl8Chrysler di mwbmaToluca in mwbmeMessico sino al 2019. In Centro America la Fiat importa i suoi veicoli in alcuni Stati tra cui mwbmiCosta Rica, mwbmmMessico e mwbmqPanama: in tutti questi casi la gamma prevede la presenza sia di modelli progettati per l'Europa e il Nord America sia la presenza di vetture progettate per il Sud America. In alcuni mercati, i pick-up Strada e Toro vengono venduti con il marchio mwbmuRAM e con le rispettive denominazioni RAM 700 e RAM 1000.

Asia

La Fiat è presente in alcuni mercati del Medio Oriente tra cui mwbmgBahrein, mwbmkArabia Saudita, mwbmoKuwait, mwbmsEmirati Arabi Uniti, mwbmwLibano, mwbm0Israele, mwbm4Oman, mwbm8Qatar e mwbnaGiordania. In particolare, negli Emirati è commercializzata la Fiat Tipo nella versione berlina quattro porte con la denominazione di Dodge Neon.

In India tramite la mwbniFCA India Automobiles Limited (FIAL), in mwbnmjoint venture con il costruttore locale mwbnqTata Motors è attivo il servizio di assistenza per le vetture torinesi mentre la JV produce e vende dal 2017 esclusivamente modelli mwbnuJeep.

Oceania

In mwbngOceania i mercati in cui vengono esportate autovetture del marchio sono l'mwbnkAustralia e la mwbnoNuova Zelanda.

Africa

FIAT è presente in tutto il Nordafrica (nei paesi che si affacciano sul mwbn0mar Mediterraneo) con gli stessi veicoli commercializzati in mwbn4Europa. Mentre in mwbn8Sudafrica sono commercializzate mwboa500, mwboe600 e mwboiTipo, oltre ai veicoli commerciali mwbomFiorino e mwboqDoblò.

Motori

La gamma motori si compone di propulsori facente parte della famiglia motoristica mwbocFIRE a quattro cilindri affiancati dai più recenti mwbogFireFly, motori modulari a 3 cilindri di 999mwbok cm³ con potenza di 120 CV e a 4 cilindri di 1332mwboo cm³ con potenza di 150 o 180 CV con tecnologia Multiair di seconda generazione. Inoltre di recente introduzione è il 1.7 benzina turbo a iniezione diretta, prodotto a Pratola Serra, che equipaggia i modelli più performanti di Alfa Romeo e Lancia. Nel 2010, FIAT ha lanciato il motore bicilindrico 0.9 Twinair con tecnologia mwbosMultiair, introdotta l'anno prima. I Diesel sono i classici mwbowMultijet a quattro o cinque cilindri da 1.3, 1.6, 2.0 e 2.2 (che per il momento equipaggiano Alfa Romeo e Jeep) 3.0 litri V6 con potenza di 190, 250 o 275 CV (presente su Maserati e Jeep) con mwbo0filtro antiparticolato. Per ridurre le emissioni di anidride carbonica su molti modelli è stato introdotto il sistema mwbo4Start&Stop che spegne il motore durante le soste (semaforo), dal 1º settembre 2018 i motori sono stati ulteriormente aggiornati alla normativa Euro 6D temp con l'introduzione per i motori a benzina del GAP e per i motori Diesel del serbatoio dell'urea e del sistema SCR. Grazie al software mwbo8Eco:Drive è possibile anche calcolare la quantità di particelle inquinanti emesse. La gamma mwbpaNatural Power utilizza la doppia alimentazione benzina-metano mentre le auto a GPL vengono allestite in fabbrica con impianti forniti dalla mwbpeLandi Renzo.

Archivio

La documentazione della Fiat è conservata presso il mwbpqcentro di documentazione, istituito nel 1963 per raccogliere principalmente materiale già nato con finalità di comunicazionecite-ref-21[21]. È solo a partire dal 1984, con il progetto Archivio storico, che si inizia a concentrare, inventariare e rendere fruibile un vero archivio aziendalecite-ref-22[22], che attualmente raccoglie più di 5 000 metri lineari di documenti cartacei, 300 000 disegni tecnici, 18 000 manifesti, 1 300 bozzetti, 5 000 tra volumi e riviste di automobilismo e storia industriale, 6 milioni di immagini, 200 ore di filmati storici. L'archivio documenta l'attività Fiat nel corso del Novecento, nei diversi settori e funzioni aziendali. Da segnalare i fondi relativi ad alcuni marchi o aziende confluiti e/o fuoriusciti dal perimetro Fiat: mwbp0Abarth (estremi cronologici: 1930 - 1970)cite-ref-23[23], mwbqiAutobianchi (estremi cronologici: 1955 - 1975)cite-ref-24[24], mwbqcFiat-Allis (estremi cronologici: 1951 - 1978)cite-ref-25[25], mwbqwFiat Avio (estremi cronologici: 1908 - 1985)cite-ref-26[26], mwbreGrandi Motori (estremi cronologici: 1900 - 1986)cite-ref-27[27], mwbryOM (estremi cronologici: 1849 - 1983)cite-ref-28[28], mwbrsLancia (estremi cronologici: 1906 - 1990)cite-ref-29[29], Nebiolo (estremi cronologici: 1880 - 1970)cite-ref-30[30], mwbsqMaterfer (estremi cronologici: 1881 - 1974)cite-ref-31[31], mwbskTeksid (estremi cronologici: 1970 - 1980)cite-ref-32[32], mwbs4Seat (estremi cronologici: 1950 - 1980)cite-ref-33[33], mwbtmSPA (estremi cronologici: 1906 - 1979)cite-ref-34[34]cite-ref-35[35]. Da segnalare altresì i fondi dei progettisti mwbtwDante Giacosa (estremi cronologici: 1903 - 1996)cite-ref-36[36] e mwbueGiuseppe Gabrielli (estremi cronologici: 1908 - 1984)cite-ref-37[37].

Amministratori delegati

cite-ref-38[38]

mwbu4FIAT

• mwbveGiovanni Agnelli (1899-1921)
• Guido Fornaca (1921-1928)
• mwbvuGiovanni Agnelli (1928-1939)
• mwbvcGiovanni Agnelli e mwbvgVittorio Valletta (1939-1943)
• mwbvoVittorio Valletta (1943-1955)
• mwbvwVittorio Valletta e mwbv0Gaudenzio Bono (1955-1966)
• mwbv8Gaudenzio Bono (1966-1970)
• mwbweGaudenzio Bono e mwbwiUmberto Agnelli (1970-1971)
• mwbwqUmberto Agnelli (1971-1976)
• mwbwyUmberto Agnelli, mwbwcCarlo De Benedetti e mwbwgCesare Romiti (1976)
• mwbwoUmberto Agnelli e mwbwsCesare Romiti (1976-1980)
• mwbw0Cesare Romiti (1980-1996)
• mwbw8Paolo Cantarella (1996-2002)
• mwbxeGabriele Galateri di Genola (2002-2003)
• Giuseppe Morchio (2003-2004)
• mwbxuSergio Marchionne (2004-2014)


• mwbxsSergio Marchionne (2014-2018)
• mwbx0Mike Manley (2018-2021)

Note

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Bibliografia

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• Giuseppe Volpato, mwbreIl caso FIAT. Crisi e riorganizzazione strategica di un'impresa simbolo, ISEDI, Torino, 2004.
• Alberto Mazzuca, Giancarlo Mazzuca, mwbrmLa Fiat: da Giovanni a Luca, Milano, Baldini Castolddi Dalai, 2004, ISBN 88-8490-662-8.
• Valerio Castronovo, mwbryFiat. Una storia del capitalismo italiano, Rizzoli Editore, Milano, 2005.
• Francesco Di Giorgio, Giuseppe Gentile, mwbrgLa FIAT e gli anni di piombo in provincia di Frosinone, Francesco Ciolfi Editore, Cassino, 2009.
• Giorgio Garuzzo, mwbroFiat. I segreti di un'epoca (introduzione di Alai Friedman), Roma, Fazi Editore, 2006, ISBN 88-8112-747-4.

Voci correlate

• mwbr8Gruppo Fiat
• mwbseFiat Auto
• mwbsmModelli FIAT
• mwbsuTofaş
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• mwbskSevel
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Collegamenti esterni

• (MUL) Sito ufficiale, su fiat.com.
• Fiat (canale), su YouTube.
• citereftreccani-itFIAT, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-economia-e-finanzaFIAT, in Dizionario di Economia e Finanza, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012.
• citerefbritannica-com(EN) Fiat, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti FIAT, su Open Library, Internet Archive.
• (EN) FIAT, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• mwbuqLe origini della FIAT, sul portale RAI Economia, su economia.rai.it.